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“Racconti di archeologia trentina”; illustrazioni di Pierluigi Negriolli, foto di Gianni Zotta, AlcionEdizioni Trento, novembre 2005 – pag. 144 - € 8.00 |
“Camminavo, una domenica di oltre vent’anni fa, tra le rovine dell’antico santuario romano in vetta al dosso di San Martino, sopra Campi di Riva del Garda. In mezzo a quei sassi squadrati, muovendomi a fatica fra i cumuli di tegoloni di terracotta gialla, nacque il progetto: perché non far conoscere il patrimonio archeologico del Trentino – soprattutto ai giovani e ai giovanissimi – inventando racconti ambientati, con la fantasia, nelle più belle zone archeologiche della nostra terra? Una caccia allo stambecco al Colbricón, un funerale inatteso a Loc di Romagnano, un matrimonio nel villaggio retico di Serso, nei pressi di Pergine Valsugana?”
Mauro Neri apre con questo ricordo la riedizione dei “Racconti di archeologia trentina”, che raccoglie le nove storie dell’edizione del 1983 e una decima storia “nuova”, tutte illustrate da Pierluigi Negriolli e aggiornate scientificamente grazie alla consulenza dell’archeologo Gianni Ciurletti e dei suoi collaboratori della Soprintendenza per i beni archeologici della Provincia autonoma di Trento (le foto delle schede storiche sono di Gianni Zotta).
Il perché della ripubblicazione dei “Racconti di archeologica trentina” è presto detto. Delle trentamila copie pubblicate e distribuite più di vent’anni fa, che hanno favorito l’approccio alla storia più antica della nostra terra da parte di alcune generazioni di alunni e studenti, oggi è rimasta solo qualche vecchia copia sdrucita e fotocopiata più e più volte, che gli insegnanti più “fortunati” custodiscono con estrema cura. Molte sono state le richieste fatte all’Autore, in questi ultimi anni, di una ripubblicazione dell’opera: oggi finalmente queste domande possono essere esaudite.
Ecco, allora, che a farci compagnia saranno nuovamente l’iniziazione del “ragazzo senza nome” al Riparo Gabàn di Martignano; l’avventura vissuta da Utor, un giovane fatto prigioniero dalla tribù che viveva nella palafitta di Fiavé; l’amore del battitore di metalli Bàcmor, che vuole conquistare la bella Massangla, figlia del capo della palafitta di Molina di Ledro; il povero e sfortunato mercante del santuario di San Martino di Campi di Riva; l’astuto e presuntuoso Attico, esponente della nobiltà della Tridentum romana alle prese con l’imperatore Traiano in persona; il buon Paterno, mercante di vini trentini nella Passau dell’epoca romana, sulle rive del fiume Danubio in Germania...
