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Anatra 2116 (2004)



Anatra 2116 (2004) “Anatra 2116”; racconto inserito nell’antologia “Racconti in volo” di AA.VV., BQE editrice, Trento 2004 (FUORI COMMERCIO per i 25 anni di fondazione della Società Aeroporto Valerio Catullo di Verona)

Il racconto comincia così…


Il piccolo specchio d’acqua, nascosto fra i canneti e i cespugli bassi d’un boschetto al di là della recinzione, dall’aeroporto non lo si poteva scorgere. Solo l’occhio esperto o curioso di qualche passeggero, durante un atterraggio o un decollo, si sarebbe accorto dell’improvviso e subitaneo balugino d’un raggio di sole sul laghetto, un’ombra luminosa o poco più. […..]
Accadde un giorno che Anatra 2116, una bella femmina addormentata in riva al laghetto, venne inspiegabilmente e all’improvviso riscossa e risvegliata dal rumore dell’ennesimo aereo.
Forse la poveretta si era svegliata troppo di soprassalto dal lungo sonno al tepore estivo; forse pensava ancora d’essere nel bel mezzo di uno stupendo sogno… fatto sta che Anatra 2116 sfilò il capino da sotto l’ala, ondeggiò sulle zampe piegate, si tirò in piedi e, sculettando proprio come un’anatroccola, allungò il collo come se così facendo potesse vedere meglio e più lontano.
Non poté credere ai suoi occhi d’uccello di palude. A svegliarla non era stato il solito, classico rombo del motore di un aereo, quello che ben conosceva da quando, due primavere or sono, aveva rotto il  suo guscio col becco. A distoglierla dal sonno era stata più che altro la pernacchietta prolungata… roorrrrrrrrrr… roorrrrrrrrrrrr… di un uccello senza becco, azzurro-nero-verde e affusolato, che volava e rivolava a bassa quota, compiendo evoluzioni sul pelo dell’acqua del suo stagno!
Scoccò all’istante quel che si dice un vero e proprio colpo di fulmine!…
 

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