Monte Bondone (2004)
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“Monte Bondone: 100 fotografie di Gianni Zotta commentate da Mauro Neri”; AlcionEdizioni, Trento, 2004 – pag. 144, € 18,00 |
Fotografo di lunga tradizione, Gianni Zotta, e scrittore con alle spalle un invidiabile curriculum di pubblicazioni, Mauro Neri. Il primo ci ha messo l’efficacia e la pulizia di cento sue immagini per lo più inedite; il secondo ha inserito la magìa dei suoi testi lirici ed emotivi a corredo di ciò che il lettore può vedere, proponendo anche una serie di interessanti schede scientifiche di approfondimento. Il tutto per parlare del Monte Bondone, della montagna di quella Trento che nel 2004 ha potuto fregiarsi del titolo di “Città Alpina dell’Anno”.
Un omaggio foto-lirico, questo, a una montagna che solo con la pazienza del fotografo e grazie all’intuito del poeta emerge in tutta la sua variegata ricchezza: fatta di boschi e praterie, di vie ferrate e passeggiate per i pascoli, di animali, fiori e chiesette alpine, di ricordi di guerra e di centri storici ancor oggi vivi, puliti e affascinanti…
Un Monte Bondone che molte città vorrebbero avere, a poco più di venti minuti di distanza da casa: un Bondone conosciuto nel mondo degli sport per le gare ciclistiche d’un tempo e per quelle automobilistiche di oggi, che divorano in un soffio rombante gli innumerevoli tornanti che da Montevideo salgono al Vasón. Un Bondone per tutte le stagioni (bellissima la serie di immagini invernali e autunnali), per tutte le età e tutti i gusti.
Un libro da centellinare pagina dopo pagina, con una sorpresa dietro a ogni foglio: lo sguardi spaurito di un capriolo fermo immobile in mezzo alla strada asfaltata; i tesori d’arte custoditi fra le mura decrepite dell’antichissimo eremitaggio di Sant’Anna, a Sopramonte; tra di roccia, i cavalli bradi alle Viotte, le sorgenti nel mezzo dei pascoli, il fieno magico che viene utilizzato per salutari bagni termali, le mille specie di fiori provenienti dalle montagne di tutto il mondo e coltivati nell’Orto botanico in vetta al monte…
Il tutto condito dalla tenerezza della poesia, uno dei pochi linguaggi che sa farsi capire da tutti ma, soprattutto, sa leggere attraverso le cose quel che le cose nopn vorrebbero dirci.