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Trento, i luoghi delle leggende (1996)



Trento, i luoghi delle leggende (1996) “Trento, i luoghi delle leggende”; Ed. Panorama, Trento, 1996 (FUORI COMMERCIO)




Smentendo la tradizione secondo la quale il patrimonio di letteratura popolare è alimentato soprattutto da leggende e racconti tradizionali provenienti dalla civiltà contadina, maggiormente avvezza al rito del filò, del narrare raccolti in famiglia, nelle antistalle o nelle fumose cucine, ecco che Trento può vantare un’invidiabile raccolta di narrazioni popolari, qui riscritte e riproposte dallo scrittore Mauro Neri.
Non meravigli questa ricchezza di leggende, questa «galleria» di eventi, di figure e di luoghi che nel corso degli ultimi tre-quattro secoli hanno stimolato la fantasia di anonimi contastorie: Trento è stata, da sempre, crocevia di un contado dedito all’agricoltura, punto di riferimento per una campagna che vedeva nel grande centro abitato l’inevitabile sfogo commerciale, ma anche il punto di riferimento politico, religioso, sociale, culturale. Trento, ancora, come privilegiata stazione di tappa lungo la strada che dal Sud conduceva al Nord (e viceversa), ha ospitato fra le sue mura insigni personaggi, che furono protagonisti della storia italiana, tedesca, europea in genere. Non solo: un Concilio celebrato nel momento di maggior crisi spirituale e politica del vecchio mondo ha fatto della nostra città, 450 anni orsono, il centro del mondo cattolico e religioso, alimentando una serie di episodi e aneddoti che naturalmente si sono travasati nei racconti di popolo.
Ecco perché, leggendo queste cinquantatrè brevi narrazioni, respiriamo da un lato il profumo della campagna che fa da cornice alla nostra città e, dall’altro, intuiamo l’orgoglio dei nostri lontani concittadini nel vedersi catapultati sul proscenio della storia. Il tutto accompagnato dalle figure classiche delle leggende (streghe, fantasmi, miracoli, tesori nascosti, diavoli, gnomi...), quasi fosse impossibile raccontare l’immaginario fantastico di un popolo senza l’ausilio di potenze ed eventi sovrannaturali.
Da un’attenta lettura emerge anche il profondo legame che da sempre ha legato le vicende (reali e fantastiche) del centro cittadino con quelle che venivano vissute nella sua periferia, nella collina, nei borghi che fanno da corona ai palazzi e alle chiese di Trento. È un implicito riconoscimento di quanto importante sia, per la vita di una città, affondare le proprie radici nella terra grassa e fertile che le dà sostentamento e legittima la sua ricchezza.
Se poi, gustando le pagine che seguono, recupereremo il piacere del racconto, del ricordo, del frugare nella memoria per cercare le «nostre» storie, le «nostre» leggende più recenti; se sapremo scorgere in trasparenza gli antichi valori della solidarietà, dello stare insieme, della genuinità (e, perché no, anche dell’ingenuità) con cui i nostri vecchi guardavano alla realtà; se alla fine ci verrà voglia di camminare per le strade di Trento e per i viottoli di campagna dei nostri sobborghi andando alla scoperta dei ruderi di qualche lontana torre che ha ospitato gnomi e fate, oppure di qualche palazzo che conserva tutt’oggi il fascino della leggenda, oppure ancora di qualche antica chiesa, che profuma d’incenso, ma anche di Santi, di miracoli e di sortilegi, comprenderemo quanto siano attuali, queste storie, e quanto possano aiutarci a meglio capire, oggi, il nostro essere comunità. Il nostro essere «città». (Lorenzo Dellai, allora Sindaco di Trento).

 

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