Torrenti e alluvioni nelle leggende del Trentino (2006)
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“Torrenti e alluvioni nelle leggende trentine”; copertina e illustrazioni di di Adriano Fracalossi; appendice storica a cura di Silvia Vernaccini, AlcionEdizioni Trento, gennaio 2006 – pag. 96 – (FUORI COMMERCIO) |
Nella variegata tradizione storica che il Trentino può vantare, la difesa del territorio dagli eventi alluvionali è un prezioso patrimonio dell’intera comunità. Troppo fragile è, infatti, il nostro territorio e troppo penosi sono i ricordi e le testimonianze delle lontane e delle più vicine esperienze di alluvioni, tracimazioni e distruzioni, per non passare sotto silenzio da un lato l’impegno e la professionalità di tutti coloro che si occupano di difesa della sicurezza delle vallate trentine e di sistemazione montana in particolare, dall’altro la coscienza, diffusa in tutta la popolazione della nostra terra, dell’importanza, per non dire della necessità, di un lavoro quotidiano di controllo, di monitoraggio e di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’imponente patrimonio di opere sul quale è basato il controllo delle piene.
Questo è un libro voluto e pensato per i giovani: per quelli che frequentano le scuole, ma anche per coloro che sono in cerca di un futuro professionale o che sono impegnati a diverso titolo nella protezione civile. È un libro che riesce abilmente a mescolare notizie storiche, dati scientifici e strategie tecnologiche con il sapore antico della letteratura popolare, con quei racconti nati al tepore dei filò, nelle lunghe sere di inattività agricola, quando magari fuori pioveva a dirotto, minacciando l’ennesima terribile alluvione. Proprio in quei filò vennero alla luce le leggende legate alle alluvioni: eventi spesso tristi, ancor più spesso violenti e luttuosi, le alluvioni hanno sempre solleticato la curiosità e alimentato le paure dell’uomo. Per la loro imprevedibilità, per la loro subitaneità, per la loro “democratica” cecità.
Ed è proprio dal desiderio di dare un motivo al lutto, di fornire una spiegazione all’imponderabile, di tacitare le coscienze con una risposta qualsiasi, che scatta il meccanismo nascosto della leggenda. Ecco spiegati, allora, i frequenti miracoli legati alle alluvioni; ecco spiegate le ipotetiche e mai documentate colpe di cui qualcuno si sarebbe macchiato e che avrebbero poi dato origine ai castighi di Dio, alle “cascate” e ai “fulmini” d’acqua che piombano tremendi dal cielo.
Oggi le conoscenze scientifiche ci aiutano a spiegare i motivi che causano un’alluvione; a prevedere gli eventi calamitosi; a ridurre i rischi di tragedie che un tempo si ripetevano a cadenze praticamente annuali. La leggenda, invece, è lì a ricordarci che, malgrado i successi della tecnica e del lavoro dell’uomo, un rischio residuo rimane sempre e comunque. Ed è proprio questo rischio residuo che deve tradursi in una responsabilità collettiva, in una prevenzione convinta, in una strategia di tutela e di sviluppo, in una pianificazione attenta alle situazioni di emergenza, in modo che tutti si sentano coinvolti in un progetto comune e condiviso. (
Silvano Grisenti, assessore provinciale alle opere pubbliche)