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Filò di contrada (2006)



Filò di contrada (2006) “Filò di contrada”; copertina di Adriano Fracalossi, AlcionEdizioni Trento, gennaio 2006 – pag. 144 - € 10.00



Scrive l’Autore, Mauro Neri: «Consegnamo ai giovani, con queste pagine, una parte minima, ma non per questo meno significativa e importante, di quel patrimonio di letteratura popolare nato all’ombra dei campanili che fecero corona alla città di Trento per tutta la sua storia, lontana e recente. Si tratta di leggende, di fiabe e di racconti che conservano il profumo e i colori delle radici identitarie dei singoli villaggi e dei sobborghi che costituirono la “cintura” grazie alla quale la città ebbe vettovaglie, prodotti, servizi ma anche difesa e rifugio in caso di guerra o di invasione.
Queste pagine vogliono essere un riconoscimento grato a quanti seppero tradurre in letteratura orale i propri sogni, ma anche i propri dolori e le proprie ribellioni. Un modo per dire grazie alle nostre nonne e ai nostri nonni così creativi, ma anche uno strumento per conoscere le radici più profonde e genuine delle singole borgate che oggi sono chiamate “Circoscrizioni”. È grazie a loro se oggi Trento è cresciuta fino a diventare una illustre città alpina. È grazie a loro se oggi noi possiamo ripercorrere e conoscere e rivalutare le pulsioni emotive di coloro per i quali questi minuscoli centri – Sopramonte, Meano, Povo e Mattarello, Villazzano e Sardagna, Ravina e Romagnano, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone, Martignano e Villamontagna... – furono la loro “patria” più vicina e più vera.»
E infatti il volume “Filò di contrada” (che è aperto da un disegno in copertina di Adriano Fracalossi, è accompagnato da foto di Gianni Zotta e dell’Autore ed è completato da schede storiche curate da Silvia Vernaccini), propone la lettura una quarantina di racconti lunghi e brevi, di leggende e di fiabe, ognuna delle quali ha una radice “storica” in una delle attuali dodici Circoscrizioni in cui è suddivisa la città di Trento: i sobborghi o di quartieri cittadini, insomma, dimostrano di aver conservato una loro storia originaria, una loro impronta primigenia grazie alla fantasia di quelli che allora furono i perfetti cantastorie dei “filò” di contrada, appunto.
Come ricorda  l’assessore comunale al decentramento Salvatore Panetta nella sua introduzione, «il Comune di Trento ha inteso affidare proprio alle fiabe più antiche, ai racconti dei nostri nonni e alle leggende tradizionali il compito di far riemergere il cuore profondo delle comunità che oggi concorrono a formare l’universo variegato della “città”. Comunità che un tempo non erano sobborghi, bensì borghi ognuno con la propria fisionomia, oltre che autonomia. Comunità che oggi ritrovano nell’istituto della Circoscrizione uno strumento che consente di coltivare e di conservare le specifiche identità originarie».

Filò di contrada

 

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