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“La storia dell’oste dei tappi – La nuova chiesa dei Cogollesi”; illustrazioni di Sonia Tubaro, ed. Panorama, Trento 2004 – pag. 16 (ESAURITO) |
La fiaba comincia così:
Molti e molti anni orsono, in un paese di cui abbiamo dimenticato il nome, viveva un oste che tutti chiamavano l’«oste dei tappi». Non era affatto tirchio e scontroso come molti locandieri che conosciamo: l’oste dei tappi era, invece, buono, generoso e sempre pronto ad aiutare quelli che si trovavano in difficoltà.
Tanto che un bel giorno, a forza di dar da mangiare e da bere a tutti i poveri viandanti che passavano dalla sua locanda senza farsi pagare, rimase senza il becco d’un quattrino in tasca, con le botti vuote in cantina e pieno di debiti fin sopra il collo. Per mettere a tacere i creditori, l’oste si vide costretto a vendere la bella casa in cui vivevano lui e la sua famiglia, i campi coltivati e, infine, anche la sua locanda.
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