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“Il topo affamato – Lo stregone e la Pizza Pazza”; illustrazioni di Sonia Tubaro, ed. Panorama, Trento 2004 – pag. 16 (ESAURITO) |
La fiaba comincia così:
Era da un po’ di tempo che il grosso topo stava studiando il modo di entrare nella cucina di una famiglia facoltosa. E che fosse assai ricca, quella famiglia, il topo l’aveva capito dai profumi caldi e solleticanti di capponi arrosto, quaglie al vino bianco, sufflè di riso, panettoni casalinghi e torte di mele che inondavano ogni giorno i dintorni della villa all’ora del pranzo e della cena.
E in un pomeriggio gelido ai primi di marzo arrivò finalmente l’occasione tanto attesa. Un carretto colmo di sacchi di grano si fermò davanti alla dispensa della villa e due uomini cominciarono a portar dentro il carico.
Il topo approfittò d’un momento di disattenzione dei due operai e s’intrufolò non visto all’interno; dopo di che, saltando da una finestrella aperta, entrò di soppiatto nella grande cucina e corse a nascondersi nell’angolo più buio. Lì attese paziente che scendesse la notte e, solo quando nella casa piombò il silenzio del sonno profondo, uscì quatto quatto dal nascondiglio, aprì la dispensa e diede il via al grande banchetto...
