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Il pittore, che nessun leprotto fino a quel momento aveva mai visto in volto, si girò e due occhi rotondi e buoni si chinarono a guardare i cinque leprottini urlanti. L’autore di tutti quei misfatti era un vecchio dalla corta barba grigia a punta, un vecchio che indossava un mantello sporco d’ogni tipo di colore e che aveva le punte delle dita macchiate di rosso-azzurro-giallo-verde-lillà-marrone-blu-celeste-bianco! – Il mio nome è Policromus e vi assicuro che non ho mai rubato i colori a niente e a nessuno – disse l’anziano pittore con voce calda e profonda, inginocchiandosi per essere all’altezza dei poveri leprotti furibondi. – Io prendo a prestito, e per poche ore soltanto, i colori di questa stupenda montagna imprimendoli sulla tela del mio quadro, per poter così dipingere nella Grande Città in Valle gli affreschi più belli che mai si siano visti! |
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